Pienamente riuscita la presentazione dell’ultimo volume di Salvatore Costanzo sulla pittura napoletana del 500

Attualità

salvatore costanzo damsUn inedito contributo sul recupero critico e storiografico di un’ampia porzione della produzione figurativa napoletana del sec. XVI è racchiuso nel nuovo volume dell’arch. Salvatore Costanzo “Apporto alla pittura napoletana del Cinquecento. Le tavole sacre di Marcianise” (Giannini Editore, Napoli 2014), presentato recentemente nell’auditorium del Liceo Scientifico e Classico “F. Quercia” di Marcianise. L’importante manifestazione, introdotta e coordinata in maniera brillante dall’avv. Giuseppe Diana, ha avuto inizio con il saluto del Dirigente Scolastico prof. Diamante Marotta che, nel presentare l’evento, ha tenuto a sottolineare come il Liceo “F. Quercia” continua con il suo incessante impegno, ad essere un faro di libertà, legalità e cultura per la città di Marcianise. Il Vicesindaco di Marcianise, avv. Enrico Accinni, nel porgere al pubblico anche i più vivi saluti del sindaco De Angelis, ha manifestato l’appoggio dell’amministrazione comunale per l’importante iniziativa culturale. L’on. Domenico Zinzi, Presidente della Provincia di Caserta, ha sostenuto l’efficacia e la validità del metodo dell’architetto Costanzo che, mettendo in luce opere meno note del nostro territorio, favorisce ed amplia notevolmente la ricerca e le conoscenze in ambito artistico. La dott.ssa Lucia Bellofatto, rappresentante della Soprintendenza dei Beni Culturali per le province di Caserta e Benevento, ha ricordato la necessità del restauro e del recupero delle opere d’arte per salvaguardare il patrimonio artistico locale, e ha ringraziato - tra l’altro - in maniera del tutto particolare l’autore del volume, per aver rilevato aspetti significativi della produzione storica e artistica di un periodo fino ad oggi poco approfondito. L’arch. Giancarlo Pignataro, portavoce dell’Ordine degli Architetti della provincia di Caserta, ha elogiato la proficua attività editoriale del prof. Costanzo, evidenziando alcune sue importanti qualità d’indagine nel campo artistico. Notevole l’intervento dell’avv. Diana che ha analizzato il saggio del Costanzo con dovizia di particolari, definendo l’autore del libro un “vero” Storico dell’arte e un fenomeno letterario, in quanto i suoi scritti rappresentano un grandissimo mezzo divulgativo del nostro vasto patrimonio artistico; lo stesso Diana ha poi precisato che “... Costanzo favorisce la scoperta di una sensibilità nascosta e fa in modo che l’opera d’arte diventi un’occasione per superare ignoranza, superficialità e dimenticanze comuni soprattutto nei giovani d’oggi”. A chiudere gli interventi degli autorevoli relatori è stato il prof. Mario Alberto Pavone, Ordinario di Storia dell’arte moderna dell’Università di Salerno, il quale ha sottolineato che il Costanzo, volendo fare chiarezza su opere d’arte appartenenti ad un periodo poco studiato a fondo, ha scelto di iniziare la stesura del suo volume compiendo una densa e impegnativa ricerca storica, archivistica e iconografica. Oltre a ciò, il prof. Pavone ha messo in risalto l’importanza della disamina che scaturisce dalla trattazione di tanti momenti artistici diversi, dei quali l’autore bene fornisce un’attenta ed essenziale descrizione.
Sui contenuti del libro di Salvatore Costanzo, noi diremo ancora che al pari delle precedenti pubblicazioni, quest’ultima sua fatica editoriale costituisce uno straordinario “continuum” narrativo dei diversi profili di Maestri trattati nel corso del Cinquecento, e rappresenta un valido strumento di lavoro su un periodo, quello dello sperimentalismo manierista, che davvero meritava una meticolosa e appropriata capacità d’indagine. Sulla scorta di nuove acquisizioni documentarie e filologiche, è evidente che l’autore non ha voluto approntare un saggio su tutta la cultura figurativa partenopea del manierismo, ma agganciare il discorso, con acutezza ed efficacia, a quei percorsi di una limitata schiera di pittori (tra cui Criscuolo, Castellano, Lama, Landolfo, Hendricksz), da ritenere di grande interesse critico. Il tutto coniugando le diverse esigenze della ricerca con la consolidata tradizione degli studi artistici in Campania, in Terra di Lavoro e in molte province meridionali del Viceregno, attraverso un ricco apparato di confronti, ai fini di una incisiva azione di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

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