"Donne", successo del convegno organizzato da Speranza per Bellona

Attualità

Un lungo e partecipato dibattito ha animato ieri la sede del Circolo Culturale l'Enciclopedico all'evento organizzato dal movimento politico "Speranza per Bellona, in collaborazione con il circolo stesso, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Dopo i saluti di rito da parte degli organizzatori e la presentazione degli ospiti, la moderatrice Margherita Del Bene ha introdotto il tema della serata, ovvero la figura della donna nella società attuale, scelto tra gli innumerevoli possibili da trattare. Prima degli interventi da parte degli ospiti è stato proiettato un filmato dal titolo "Quando la pubblicità umilia la donna e svilisce l'uomo", realizzato dal comitato "Se non ora quando", in occasione dell'evento "Oltre l'8 Marzo".

Il video raccoglieva tutte quelle pubblicità italiane in cui l'immagine della donna veniva utilizzata per promuovere prodotti, che nella maggior parte dei casi non avevano nulla a che fare col corpo femminile, utilizzandone la figura in atteggiamento compiacente con slogan dal linguaggio anch'esso sessista. Il video si spostava poi su quando queste pubblicità incitavano, oltre alla visione della donna come oggetto, alla violenza sulle stesse mettendo infine in contrasto queste visioni su quello che realmente è la donna nella società attuale italiana.

Dopo la proiezione sono iniziati gli interventi, in primis quello di Rossella Calabritto, presidente del Comitato per le Pari Opportunità della Provincia di Caserta. L'avvocato casertano ha sottolineato come sia difficile anche se siamo nel 2014 affermare un'uguaglianza di diritti e opportunità che dovrebbe essere scontata, ma che allo stato dei fatti è solo formale. "La nostra nazione è molto arretrata sull'argomento," ha proseguito la Calabritto "un esempio su tutti il reato di violenza sessuale che solo nel 1996 è stato trasformato in reato contro la persona. E le stesse difficoltà si riscontrano a tutti i livelli dello Stato, dal singolo ente fino ai gradini più alti."

La parola poi è passata a Maria Cirillo, vice presidente della Cooperativa Altri Orizzonti e responsabile del progetto MadeIn CastelVolturno. "Il progetto di una sartoria sociale nasce dalla necessità di uscire dall'ottica del mero assistenzialismo e cercare di offrire opportunità concrete alle persone che accogliamo con noi" ha spiegato Maria Cirillo. La cooperativa trasforma stoffe provenienti direttamente dai villaggi africani in vestiti e accessori, creando così una fusione tra i due tipi di cultura e offrendo opportunità lavorative a donne che al loro arrivo in Italia non ne hanno avute. "Il progetto per noi è importante soprattutto per affermare che la diversità non è un problema, ma un'opportunità. Vogliamo inoltre cercare, nel nostro piccolo, di riscattare una terra violentata dalle organizzazioni criminali, dimostrando che una rinascita è sempre possibile." ha concluso poi la Cirillo.

L'incontro si è poi concluso dopo un vibrante dibattito con interventi dal pubblico, da cui è emersa l'innegabile necessità di un cambiamento della cultura e della visione della donna, partendo dalle radici e dalla formazione delle coscienze, fin da bambini.

 

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