Il Comitato "No Gassificatore" scrive al Provveditorato alle opere pubbliche

Piazza dei Giudici - Ambiente

gassificatoreIl Comitato No Gassificatore di Capua presieduto da Luigi Scarpa ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche per Campania e Molise. La missiva, spedita in copia anche alle autorità regionali e provinciali, è la chiara e decisa risposta del Comitato alle pressioni che il Presidente della Provincia Zinzi ha effettuato nelle scorse settimane sullo stesso Provveditorato per ottenere l'emissione della gara d'appalto per la realizzazione dell'impianto.
Il Comitato, istituito fin dalla primavera del 2011 per iniziativa del Circolo Idv di Capua di Nicola Scalera, in questi anni ha sempre tenuto alta l'attenzione sul tema ribadendo in ogni sede che non ha alcun senso insistere nella realizzazione dell'impianto quanto piuttosto andrebbe riverificato il Piano Regionale della Campania per i Rifiuti Urbani e l'impiantistica in esso definita, attuando una raccolta differenziata finalmente inserita nella più ampia strategia per rifiuti zero, da adottare con urgenza anche nella Regione Campania e nella Provincia di Caserta. Oggi il Comitato fornisce una serie di elementi, inclusi dettagli su indagini in corso da parte delle Autorità Giudiziarie non ancora giunte a conclusione, che oggettivamente non consentono l'avvio della gara né l'espletamento di alcun ulteriore atto per la sua attivazione. Gli elementi che impediscono la gara sono stati raccolti dal Comitato in tre categorie: (a) non idoneità del sito per compromissione ambientale e per vizi nella scelta dell'area; (b) mancato rispetto delle Normative Europee per la selezione del sito; (c) irregolarità e vizi procedurali. Sul punto (a): tante sono i danni ambientali di cui l'area ha già sofferto negli ultimi decenni, dal laghetto "degli orrori" in S. Angelo in Formis, alle discariche in località Frascale e poi Marruzzella, Ferrandelle e San Tammaro. Prova di tutto quanto è nel recente rapporto del Ministero della Salute, che ha annoverato Capua tra i 44 siti più inquinati d'Italia e tra le città con la maggiore incidenza di tumori ed nel recente monitoraggio dell'Istituto Pascale che ha inserito l'aerea, specificando il Comune di S. Maria C.V., tra i siti a più alto tasso tumorale della Regione Campania. Sul punto (b): uno studio ambientale prodotto negli scorsi mesi, già inviato alle autorità provinciali e regionali dai sindaci dei Comuni limitrofi ed un esposto depositato in Procura dall'On.Pina Picierno, evidenziano ampie incongruenze nella scelta del sito, in quanto la valutazione delle sostanze inquinanti appare parziale, incompleta e non rispondente alle Normative Europee. Sul punto (c): a causa delle gravi irregolarità che sin dall'inizio hanno caratterizzato l'iter per la realizzazione dell'impianto, il 9 Aprile 2013 è stato depositato presso la Procura della Repubblica di S. Maria Capua il su citato esposto, per il quale sono ancora in corso indagini da parte della Procura della Repubblica di S. Maria C. V. Sull'area, che non ricade in zona ASI, infine, oltre ad un vizio di attribuzione della proprietà tra Comune di Capua e ASL NA-1, sussiste ancora oggi un vincolo di destinazione d'uso volto ad assicurare adeguati livelli di assistenza sanitaria. A conferma di quanto sostenuto dal Comitato, la contrarietà alla realizzazione all'impianto è stata più volte manifestata anche dall'Assessore all'Ambiente Giovanni Romano e dall'ex Presidente del Consiglio Regionale On.Paolo Romano, dai sindaci dei Comuni limitrofi e sostenuta con determinazione anche dal Movimento 5 Stelle, dal Movimento No Gas e da Associazioni di cittadini.

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