Il P.O.F. - Il Piano dell'Offerta Formativa anno 2004/05

 

Noi insegnanti della Scuola “Le Primule” consideriamo il bambino  un individuo in possesso di straordinaria capacità e specifiche competenze sul piano non solo affettivo ma anche cognitivo. Non intervenire adeguatamente e opportunamente, per favorire l’ulteriore sviluppo di tale patrimonio di competenze, è un venire meno non solo all’affermazione di un diritto del bambino ma ad un mancato investimento da parte della società. Siamo convinti che il bambino è un soggetto capace di apprendere in una situazione intenzionalmente progettata e realizzata a questo scopo. È possibile un apprendimento-insegnamento voluto, reattivo che non sia solo apprendimento spontaneo. Un’altra consapevolezza è che, l’insegnamento fornito a questa età, non debba consistere in specifiche nozioni o informazioni, quanto nell’organizzazione di un ambiente in cui sia possibile al bambino di trovare il terreno più adatto per la negoziazione sociale e culturale, tramite la quale s’impossessa dei significati del mondo e degli strumenti che rendono possibile ampliare e approfondire tali significati al fine di un agire intenzionale e consapevole. Consideriamo “l’esperienza” la situazione privilegiata d’apprendimento e di educazione nella nostra scuola. Non è esperienza il semplice “fare”, se non arricchito dalla capacità di dare significato al fatto, messo in relazione di continuità con il passato già sperimentato e in prospettiva con gli accadimenti futuri.

Con questo documento descriviamo ciò che nelle nostra scuola viene fatto, e sarà organizzato. Il percorso che la scuola “Le Primule” programma e fa compiere agli alunni perché questi raggiungano gli obiettivi che orientano il processo educativo. Il P.O.F. praticamente propone: quali comportamenti richiedere ai bambini, che tipo di intelligenza stimolare, apprendimento, socialità e, anche quali metodologie adottare. Come impostare la vita di sezione, in che modo devono intervenire gli operatori per raggiungere le finalità, come usare gli spazi all’interno della scuola e i servizi comunali, medici e psicosociali.

1)  I Soggetti della formazione

I bambini che frequentano la scuola provengono da famiglie medie e medio-alte. I genitori s’interessano delle esperienze dei figli. Si dimostrano attenti alle esigenze e richieste dei propri bambini e cercano di rispondervi nel modo più appropriato ed istruttivo. Sono anche partecipi alle attività della scuola, organizzate per intensificare i rapporti tra scuola e famiglia, e per creare una maggiore presenza dei genitori nell’ambiente scolastico dei propri figli. I bambini che si iscrivono alla nostra scuola hanno già un bagaglio d’esperienze alle spalle. Il periodo di integrazione è solitamente breve. Il progetto di integrazione graduale con l’ausilio dei genitori è efficace. Conquistato il nuovo ambiente, sentendosi a proprio agio, i bambini si dimostrano desiderosi di comunicare e di interagire con i nuovi compagni.

2) Il Territorio e le sue prerogative.

La scuola “Le Primule” si trova nella città di Capua. Il comune comprende una frazione: Sant’Angelo in Formis. La popolazione è composta da circa diciottomila persone. Ci sono due circoli didattici, due scuole materne gestite da suore e altre tre scuole materne gestite da privati. 

Il territorio cittadino e limitrofo offre ampi spazi verdi: giardini, campagne, un bosco e numerose fattorie. All’interno della città c’è un cinema-teatro dove ci rechiamo spesso a vedere spettacoli teatrali per bambini. Più volte, durante il corso dell’anno, arrivano dei circhi. Ogni anno durante il carnevale si svolge la tradizionale festa cittadina. A Capua c’è un fiume e molte testimonianze storiche. Un museo provinciale. Una stazione ferroviaria. Un ospedale con pronto soccorso. Diversi centri sportivi appartenenti a privati. Il comune sta ultimando la costruzione di un centro polisportivo.

A Capua ci sono diverse comunità di immigrati che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale e culturale della città.

 Il plesso della scuola Le Primule è situato nelle vicinanze della nostra scuola. C’è anche una scuola elementare del secondo circolo nelle vicinanze della scuola. Diversi bambini che hanno frequentato la scuola “Le Primule” si iscrivono in questa scuola elementare, con la quale collaboriamo con un progetto di continuità.

3) La Struttura scolastica.

La scuola “Le Primule” dispone di un ampio giardino, parte del quale è arredato con giostre, piante e fiori e anche un orto dove i bambini coltivano delle verdure che poi mangeranno. All’interno dell’edificio ci sono tre aule, una cucina e un refettorio. Oltre i classici materiali didattici i bambini hanno a disposizione i nuovi sussidi multimediali: uno stereo, una televisione con videoregistratore e un computer.

La scuola ogni mattina apre alle 7,45 e chiude il pomeriggio alle 17,00.

A mezzogiorno c’è la refezione.

Si offre anche il servizio di trasporto.

Sezione:   1

Insegnati: 2

Bambini:  26 

4) Gli Obiettivi didattici ed educativi.

La scuola consente il conseguimento di alcuni valori universali condivisi, fra i quali la solidarietà, l’autonomia, il rispetto di sé e degli altri e l’impegno ad agire con gli altri. Il bambino avrà l’opportunità di acquisire fiducia in se stesso, dando credito ai propri bisogni, coltivando le proprie curiosità e i propri interessi, motivando i propri comportamenti. In questo modo scoprirà la propria identità di maschio o di femmina, e riconoscerà il sé diverso dagli altri, che sono simili a noi ma sempre diversi da noi. Dalla sicurezza, dalla stima di se stessi, dalla fiducia nelle propria capacità, nasce la possibilità di controllo delle proprie pulsioni affettive,e il riconoscimento dell’importanza del rapporto con gli altri, con cui diventa essenziale non solo vivere, ma collaborare. La nostra scuola offrirà anche le occasioni e gli spazi per la specializzazione delle autonomie di base:camminare con sicurezza, capacità di salire e scendere le scale, adattare se stesso agli oggetti e all’ambiente fisico, manipolare alcuni strumenti, provvedere ai bisogni personali, realizzazione dei fondamentali coordinamenti percettivo motori, sapere in qualche modo “stare alle regole”. Saper parlare e comunicare, guardare le immagini, coglierne il significato. L’acquisizione di maggiori abilità va intesa come maggiore possibilità di autonomia, padronanza di sé stesso e delle proprie competenze per poter disporre più liberamente, perché autonomia vuol dire, in fondo, libertà. È fondamentale nella scuola materna la conquista dell’autonomia intesa come capacità di scegliere, di decidere, non solo come capacità di fare. La scelta personale potrà confrontarsi con l’ambiente fisico, ma anche col contesto sociale della comunità scolastica. Il bambino imparerà che non è il solo ad avere il diritto di scegliere, e non sempre è praticabile quello che ha deciso di scegliere. La scuola materna “Le Primule” favorisce il consolidamento delle attività percettive, intellettive, motorie del bambino, aiutandolo ad organizzare le proprie esperienze e a ricostruire la realtà, intervenendo su di lei. Il bambino sarà così capace di acquisire le nuove conoscenze, svilupperà le sue capacità comunicative e cognitive, di socializzazione e maturazione emotiva, s’inserirà nell’ambiente fisico, acquisirà i valori che potranno dare un significato al suo comportamento.

5) L’Offerta Formativa e la Programmazione educativa.

Gli insegnanti sviluppano il proprio lavoro partendo dalle esigenze dei bambini, senza perdere di vista le mete formative generali. Gli insegnanti nel lavoro quotidiano stimolano i discenti in ogni campo, utilizzando come metodologia principale: l’esplorazione, la ricerca e il gioco. Attraverso il gioco, il bambino conosce ciò che lo circonda, lo osserva e lo esplora, lo manipola. Tocca ciò che trova e gli è dato, lo guarda, lo fruga, lo disfa, sperimenta, scopre. Il gioco comporta attività molteplici, gradatamente susseguenti l’una all’altra, per stadi successivi. È l’esperienza la situazione privilegiata d’apprendimento e di educazione. Non è esperienza il semplice “fare”, se non arricchito dalla capacità di dare significato al fatto, messo in relazione di continuità con il passato già sperimentato e in prospettiva con gli accadimenti futuri. Nel contingente ed occasionale non c’è ne apprendimento ne educazione. Ttraduciamo allora in un esempio semplice: non è esperienza il fatto che un bambino metta semplicemente un dito sul fuoco, è esperienza quando il fatto è connesso al dolore che produce. Da quel momento avvicinarsi ad una fonte riconosciuta di calore significa una bruciatura, intesa coma conseguenza del fatto vissuto in passato e come ipotesi attendibile di un eventuale fatto futuro. Non tutte le esperienze, ovviamente, hanno il carattere in fondo innocuo, di bruciarsi un dito e, pertanto, non tutte le esperienze sono possibili. Bisogna distinguere l’apprendimento diretto, che permette di acquisire informazioni e di esercitare abilità e capacità mediante tentativi di azione, da un apprendimento mediato, dovuto sia all’osservazione dell’azione d’altri, sia all’utilizzazione, al di fuori del contesto, dell’informazione codificata simbolicamente. Si può imparare che la stufa è calda toccandola, vedendo che qualcuno si rifiuta di toccarla o perché ci viene detto che è calda. Ogni forma di esperienza, inclusi i veri sistemi simbolici, collegati ai media, produce specifici modelli di abilità nel modo di trattare l’ambiente e di pensare ad esso. Le abilità che si sviluppano in questi sistemi determinano ciò che chiamiamo intelligenza. Gli Orientamenti pongono alla base delle attività della scuola dell’infanzia l’esperienza. Sei sono i campi d’esperienza educativa, indicati nel testo e che sono il nostro riferimento. Il corpo e il movimento; i discorsi e le parole; lo spazio, l’ordine e la misura; le cose, il tempo e la natura; messaggi, forma e media; il sé e l’altro. L’educazione affettiva, morale e sociale rientra nel campo de “il sé e l’altro”. L’educazione intellettuale è differenziata nei campi distinti de “lo spazio, l’ordine e la misura” e de “le cose, il tempo e la natura”. L’educazione linguistica nei “discorsi e le parole”. La libera espressione grafica, pittorica e plastica insieme all’educazione musicale rientrano nel campo di “messaggi, forme e media”. L’educazione fisica, insieme all’educazione sanitaria, sono riunite nel campo de “il corpo e il movimento”. Questi campi d’esperienza sono definiti: “…ambiti del fare e dell’agire del bambino e, quindi, settori specifici ed individuali di competenza, nei quali il bambino conferisce significato alle sue molteplici attività, sviluppa il suo apprendimento, acquisisce le strumentazioni linguistiche e procedurali e persegue i suoi traguardi formativi”. Ogni campo educativo presenta i suoi peculiari esiti educativi, i suoi percorsi metodologici e i possibili indicatori di verifica, ed implica una pluralità di sollecitazioni e opportunità. I campi d’esperienza vanno praticati tutti e con proposte di lavoro tipo progetto, nelle connessioni che essi presentano e, soprattutto, in riferimento all’esperienza del fare, che presuppone l’uso multiplo delle forme di intelligenza. l’organizzazione delle attività si fonda su una continua e responsabile ed inventiva operativa e didattica in relazione alla variabile individuale dei ritmi, dei tempi e degli stili di apprendimento oltre che delle motivazioni e degli interessi dei bambini.

Quest’anno saranno presi in considerazione anche gli Obiettivi Formativi proposti nelle nuove Indicazioni Nazionali del Ministero dell’Educazione, che non sono altro che una nuova rilettura degli Orientamenti del’91

6) Ampliamento dell’Offerta Formativa.

Come ampliamento dell’offerte formativa proponiamo alcuni progetti:

 
· Progetto lingua inglese: mira ad un primo approccio e alla conoscenza basilare della lingua straniera con la quale si ha sempre più contatti ogni giorno, tramite l’uso del computer, la televisione, i nuovi giochi ed altro.

Obiettivi del progetto:

-   ampliamento del lessico

-   conoscenza delle differenze tra i popoli ed i diversi modo di esprimersi

-   fruizione critica dei messaggi

-   acquisizione della fiducia nelle proprie capacità di comunicazione ed espressione

-   sforzo ad ascoltare e comprendere e memorizzare

 
Progetto canto: con il quale si vuole guidare i bambini alla comprensione della realtà sonora che li circonda allo scopo di favorire e migliorare il processo di comunicazione e di integrazione sociale.
 

Obiettivi del progetto:

-   saper fare musica con gli elementi semplici del linguaggio musicale

-   sviluppare la capacità di produrre suoni con la voce

-   sviluppare nel bambino la capacità di riconoscere suoni differenti nella frequenza

-   formazione e sviluppo delle capacità relative alla percezione: i bambini impareranno “ad ascoltare”

 
Laboratorio di psicomotricità: da un’osservazione di agitazione e mancanza di concentrazione nei bambini abbiamo pensato di focalizzare l’attenzione sul copro, sulle possibilità di azione che offre per arrivare ad una maggiore consapevolezza del proprio corpo e della mente.

Obiettivi del laboratorio:

-   sviluppo e ascolto di sé, attraverso concentrazione e respirazione

-   incoraggiare i bambini a esprimersi liberamente

-   sperimentare nuovi codici di comunicazione

-   accrescere la stima di sé attraverso il movimento

 
Altre attività che arricchiscono la programmazione scolastica sono:
 
-   la gita in treno, quest’esperienza permette ai bambini la conoscenza di un mezzo di trasporto con cui non tutti hanno avuto l’occasione di viaggiare

-   la giornata del bucato, i bambini lavano i panni delle bambole e li stendono ad asciugare.

-    la gita con le famiglie, momento di aggregazione con le famiglie e tra le famiglie.

-    la preparazione di dolci, nella cucina della scuola si amalgamo i diversi ingredienti, si aspetta impazienti il tempo di cottura e poi tutti insieme si assaggia il prodotto del lavoro.

-    il mercatino, nel cortile della scuola viene allestito un vero mercatino, con prodotti di tutti i tipi: alimentari, fiori, giochi. I bambini passeggiano tra le bancarelle, scelgono i prodotti e li acquistano con l’uso della vera moneta.

-   la vendemmia, si va in campagna a raccogliere l’uva poi a scuola si pigia coi piedi, si passa nel torchio si aspetta il tempo di fermentazione e poi tutti i bambini portano a casa una bottiglia di vino produzione D.O.C. “Le Primule”

 

7) Verifica

L’osservazione e la valutazione sono strumenti essenziali per verificare la validità e l’adeguatezza del nostro processo educativo. La verifica serve a riscontrare i risultati dell’azione dell’insegnante e il livello di apprendimento raggiunto dal bambino. La valutazione è consequenziale e correlata alla verifica. Serve a stabilire i livelli di maturazione raggiunti dall’alunno in seguito all’intervento didattico e a valutare il livello di realizzazione degli obiettivi stessi dell’educazione. Successivamente alla verifica iniziale, che viene considerata un dato essenziale di partenza per la programmazione, durante l’anno nella nostra scuola ci saranno altri due momenti di verifica: uno in itinere e un altro a fine anno. Raccoglieremo, inoltre i materiali che i bambini produrranno, i disegni, perché sono un’importante documentazione dello sviluppo dei bambini stessi. Quest’anno introdurremo anche un momento di verifica e confronto con i genitori tramite un questionario.

Il gestore, Rocco Damiano


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